Artificial Intelligence @ DiLLS

Artificial Intelligence @ DiLLS

 

Il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere (DiLLS), forte di una lunga e consolidata tradizione nelle Digital Humanities, si colloca in modo naturale al crocevia tra studi umanistici e informatici. Oggi l’Intelligenza Artificiale è diventata una componente strutturale della società contemporanea: influisce su come accediamo alle informazioni, produciamo e valutiamo contenuti, comunichiamo, apprendiamo e lavoriamo, ridefinendo pratiche culturali e professionali. In particolare, la diffusione dei Large Language Models (LLM) — tra i pilastri dell’AI moderna — ha reso il linguaggio uno snodo strategico: testi, discorsi, traduzioni, riassunti e conversazioni sono sempre più spesso generati, mediati o analizzati da sistemi di Intelligenza Artificiale generativa. In questo scenario, il Dipartimento di Lingue e Letterature rappresenta un contesto privilegiato per la ricerca e lo studio dell’AI, perché mette al centro proprio ciò che questi modelli trattano e trasformano: le lingue, i testi, i generi, i registri, le tradizioni culturali e le pratiche comunicative.

Per questo, il Dipartimento promuove un impegno attivo sull’AI nell’ambito delle lingue e letterature, sia sul versante della ricerca sia rispetto all’uso consapevole di queste tecnologie nella didattica. Accanto alle opportunità offerte dagli strumenti di AI, è infatti essenziale sviluppare anche una riflessione critica sul loro funzionamento, sui limiti e sull’impatto: qualità e affidabilità dei testi generati, bias, rappresentazione delle lingue e delle culture, trasformazione del lavoro intellettuale e nuove forme di autorità del testo. In questo quadro, il Dipartimento intende offrire un punto di riferimento per un approccio rigoroso, responsabile e innovativo all’Intelligenza Artificiale nelle discipline linguistiche e letterarie. 

Ricerca 

Nel campo della ricerca, il Dipartimento svolge un ruolo chiave sia nello sviluppo di tecnologie di Intelligenza Artificiale — grazie alla presenza di competenze informatiche e computazionali al proprio interno — sia nell’analisi critica del loro impatto sulla società e sulla cultura. 

Una linea centrale di ricerca riguarda lo sviluppo di metodi e strumenti di AI per le Digital Humanities, con particolare attenzione a testi e linguaggio. Attraverso tecniche di Natural Language Processing (NLP) vengono analizzate grandi collezioni documentarie per estrarre conoscenza strutturata — ad esempio identificando automaticamente persone, luoghi, opere ed eventi e le relazioni che li collegano — e, oltre l’estrazione, si studiano modalità per rappresentare, integrare e rendere riutilizzabili queste informazioni in modo solido. In questo quadro si collocano anche le attività su Semantic Web Linked Data che, in linea con i principi FAIR, supportano interoperabilità, qualità e inferenza su risorse anche eterogenee. 

Accanto agli aspetti tecnologici, il Dipartimento dedica attenzione all’impatto sociale dell’AI, con studi su diversità, equità e inclusione. Un focus specifico è l’analisi dei bias nei modelli: stereotipi e pregiudizi legati, ad esempio, a genere, etnia, religione e disabilità. L’obiettivo è comprendere come questi fenomeni emergano nei sistemi linguistici e individuare strategie per riconoscerli e mitigarli, promuovendo un uso più consapevole e responsabile delle tecnologie. Un’ulteriore linea di ricerca riguarda la percezione dell’AI nella società.  

Queste tematiche sono sviluppate in vari contesti: 

  • Digital Arena for Inclusive Humanities (DAIH), un centro interdisciplinare dedicato all’integrazione di tecnologie digitali e metodi computazionali — inclusi quelli dell’Intelligenza Artificiale — con gli studi umanistici, in particolare linguistici, filologici e letterari, con l’obiettivo di ridurre barriere culturali e sociali e rendere il sapere più accessibile
  • Progetti nazionali e internazionali, tra cui ARMADA, che si occupa di come rendere i sistemi di LLM più affidabili, specialmente nel loro supporto all’analisi dei dati. 
  • Attività di conto terzi con enti e aziende, ad esempio per l’analisi automatica di grandi quantità di testo (c.f., “Le voci dell’inclusione”); 
  • Gruppi di ricerca del Progetto d’Eccellenza “Inclusive Humanities. Nel gruppo di ricerca “AI & creatività” in collaborazione con realtà esterne — ad esempio il collettivo Numero Cromatico (Roma) — si studia sperimentalmente come i lettori reagiscono a testi letterati generati da modelli linguistici: se li valutano come efficaci, coinvolgenti, creativi o inclusivi. Questa prospettiva consente di osservare non solo cosa l’AI è in grado di fare, ma anche come stia cambiando il rapporto con concetti fondamentali come l’autorialità e la creatività. 

Didattica 

Sul versante della didattica, il Dipartimento integra l’Intelligenza Artificiale sia come oggetto di studio sia come strumento di supporto alle attività formative, con l’obiettivo di sviluppare negli studenti e nelle studentesse competenze operative e, al tempo stesso, capacità critiche. 

Nei corsi di studio del Dipartimento sono previste 360 ore di didattica di informatica, principalmente nei curricula Digital Humanities ma non solo, con numerose attività laboratoriali, in cui l’AI viene affrontata in modo tecnico e pratico: si sperimentano metodi e strumenti, discutendone applicazioni, potenzialità e limiti, insieme alle principali questioni di affidabilità, trasparenza e responsabilità d’uso. Parallelamente, anche in svariati insegnamenti di area umanistica, l’AI viene utilizzata e discussa come parte del percorso disciplinare, per accompagnare studenti e studentesse verso un impiego efficace e consapevole di queste tecnologie nelle diverse aree di studio. In questo quadro rientrano anche iniziative formative avanzate dedicate all’AI generativa nel contesto di corsi di perfezionamento e corsi di dottorato afferenti al DiLLS. 

Questa attenzione del Dipartimento per l’Intelligenza Artificiale si inserisce in una lunga tradizione di sperimentazione delle tecnologie digitali per nella didattica, con un’attenzione specifica su accessibilità e inclusione. Recentemente il Dipartimento è stato coinvolto nel progetto AI4EDU del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) dell’Università di Verona, coordinato dal gruppo Tecnologie Innovative per la Didattica (Direzione ITC), che ha condotto uno studio esplorativo sull’uso di tecnologie AI per la didattica nel contesto della piattaforma e-learning di Ateneo. 

In continuità con questo percorso, una nuova sperimentazione sta inoltre investigando l’impiego di strumenti di AI per favorire la predisposizione di appunti di studio a partire dai materiali didattici messi a disposizione dai docenti, con l’obiettivo di supportare lo studio individuale e migliorare l’accesso ai contenuti per studenti e studentesse con bisogni educativi speciali

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