James Leslie Mitchell/”Lewis Grassic Gibbon”: a modernist from the margins (continuazione, anno 2005)

Data inizio
1 maggio 2005
Durata (mesi) 
12
Dipartimenti
Lingue e Letterature Straniere
Responsabili (o referenti locali)
Sassi Carla

James Leslie Mitchell/”Lewis Grassic Gibbon”, (1901-1935), è uno degli scrittori più noti del Novecento scozzese (la sua famosa trilogia — A Scots Quair, 1946 — pubblicata più volte da diverse case editrici, tra cui Longman, Penguin, Polygon, è nota anche grazie all’adattamento cinematografico della BBC degli anni `80) e si distingue dai suoi contemporanei per la carica visionaria delle sue opere e per l’uso sperimentale dello Scots in prosa. Assieme a Hugh MacDiarmid si afferma negli anni `20 e ’30 come uno dei più significativi esponenti dello `Scottish Literary Renaissance’: personaggio fortemente eclettico ed eccentrico, è autore di romanzi e short stories, sia ad ambientazione scozzese che “esotica”, di saggi critici sul ruolo dello scrittore e dell’intellettuale, e di studi archeologici aventi come oggetto l’antica civiltà Maya. Dopo la sua prematura morte, una fortuna critica alterna, e spesso viziata dalle visioni parziali, rispettivamente del `centro’ o del nazionalismo scozzese, che concorrono (paradossalmente) a decretarne la fama di autore “regionale”, sacrifica a lungo la complessità e la carica innovativa della sua espressione letteraria, come della sua visione.
Il mio progetto è volto a fornire una rilettura critica dell’opera di James Leslie Mitchell, in particolare alla luce delle più recenti teorie post-coloniali (Homi Bhabha, Leela Gandhi, Ania Loomba), e ad offrirne una contestualizzazione più ampia di quella strettamente “scozzese” in cui è stato sinora confinato. Alcuni temi/aspetti della sua opera che mi propongo di esplorare sono: la sperimentazione “modernista” (la contaminazione tra lingua Scots in A Scots Quair), la questione identitaria (nazionale/regionale e di genere), la rappresentazione dell’ “Oriente”, il role-playing (l’utilizzo di uno pseudonimo, o del nome vero, a seconda del genere letterario e dell’ambientazione dell’opera).
Al momento esistono solo due monografie sull’opera di James Leslie Mitchell: William K. Malcolm, A Blasphemer a Reformer (Aberdeen University Press, 1989) e Uwe Zagratzki, Libertäre und Utopische Tendenzen in Erzählwerk JLMs/LGGs (Peter Lang, 1992), entrambe di indubbio interesse, ma metodologicamente datate e comunque incentrate su temi diversi (rispettivamente la definizione di `Scottishness’ ed il pensiero politico dell’autore) da quelli che mi propongo di analizzare nel mio progetto.
Il mio studio rappresenterebbe, inoltre, una prima, importante fase di rilettura dello `Scottish Literary Renaissance’ — movimento anche questo sacrificato da una prospettiva critica angusta e spesso “schiacciato” dalla carismatica figura del suo fondatore, Hugh MacDiarmid. Si tratta, in realtà, di un movimento molto più esteso e contraddittorio di quanto la critica abbia sinora saputo mettere in luce.

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Carla Sassi
Professore associato
Aree di ricerca coinvolte dal progetto
Letteratura inglese e letterature anglofone
Critical Theory & Poetics
Letteratura inglese e letterature anglofone
Cultural Studies and Mentalities
Letteratura inglese e letterature anglofone
Cultural Studies: Colonialism/Colonial Discourse
Letteratura inglese e letterature anglofone
Geographical-Cultural Areas: Scotland
Letteratura inglese e letterature anglofone
Historical period codes: 1880-1918
Letteratura inglese e letterature anglofone
Historical period codes: 1918-1960

Attività

Strutture