L’istruttoria di Peter Weiss: Teoria e prassi della traduzione teatrale

Starting date
January 1, 2013
Duration (months)
48
Departments
Foreign Languages and Literatures
Managers or local contacts
Salgaro Massimo

Quando nella critica letteraria si parla di performance si rischia di produrre dei fraintendimenti perché questo termine viene spesso utilizzato con accezioni diverse, a volte opposte. Per sgomberare il campo da possibili incomprensioni premetto che la mia analisi del processo di traduzione del dramma L’istruttoria di Peter Weiss si basa sulla teoria della performance e sulla nomenclatura di Erika Fischer-Lichte di cui fornirò una succinta esposizione. Questo approccio mi permetterà di prendere le distanze da analisi che hanno analizzato il teatro di Peter Weiss con concetti di performance diversi. Attraverso gli scritti di Erika Fischer-Lichte quali Ästhetische Erfahrung. Das Semiotische und das Performative (2001) e Ästhetik des Performativen (2004) la critica letteraria ha inaugurato un performative turn. Mentre il linguistic turn degli anni Ottanta ha definito tutti i sistemi culturali come sistemi semiotici e ha focalizzato l’attenzione sulla struttura dei significanti, Fischer-Lichte si è concentrata sulla materialità e la medialità dei processi culturali. In questa riformulazione della cultura, il rituale è stato considerato come la culla del teatro in quanto rappresenta azioni simboliche foriere di un senso comunitario e favorisce la connessione fra pensiero e azione, individuo e società. Parallelamente sono state rivalutate le avanguardie che miravano a sconvolgere il mondo concettuale ed emotivo del loro pubblico. A detta di Fischer-Lichte, il semiotico e il performativo non stanno in un rapporto di reciproca esclusione, poiché essi gettano delle prospettive diverse sullo stesso oggetto: nella misura in cui un’analisi semiotica si interroga sulle condizioni in cui emerge il senso e la qualità estetica, essa terrà in considerazione il performativo, p.e. nella materialità del sistema di rappresentazioni o nelle azioni e nelle emozioni che suscita. Il performativo non è “senza senso”, ma denota i mezzi espressivi della rappresentazione, fra i quali ci sono elementi asemantici come il timbro o il volume della voce, il ritmo, il colore, le luci di scena. In questa prospettiva la referenza del segno è raggiunta solo con la performance e la distinzione fra soggetto e oggetto, spettacolo e pubblico non viene più mantenuta. Ne consegue che una rappresentazione possa essere più o meno performativa, ma non esclusivamente semiotica o performativa. Anche la traduzione teatrale deve essere intesa come un duplice passo, uno semiotico in cui un testo è tradotto in un sistema linguistico straniero e uno performativo, in cui il regista, attraverso la sua messinscena, materializza e trasforma il dramma. Quindi, un’opera teatrale tradotta viene mediata due volte: attraverso la traduzione e attraverso la messinscena. Queste mediazioni possono cooperare, sebbene sulla natura di queste cooperazioni le opinioni divergano: per alcuni critici il traduttore può partecipare alla messinscena perché fra le righe della sua traduzione lascia trasparire una «messinscena implicita» . Norbert Greiner dubita invece che la messinscena possa essere considerata una parte del processo di traduzione, poiché avviene dopo la traduzione e anzi, con ogni rappresentazione viene ricreata dagli attori e dal regista. Per Fischer-Lichte la traduzione teatrale ha uno statuto duplice: da un lato può fungere da strumento della mediazione visto che fornisce il testo di lettura del dramma. Dall’altra può diventare il modello per la messinscena che poi diventa il vero protagonista della mediazione. La messinscena e la traduzione possono quindi influenzarsi reciprocamente, poiché la cultura di origine e di destinazione dell’opera non sono le stesse. L’allestimento di un dramma implica sempre anche una trasformazione culturale, benché non ci siano delle leggi fisse o delle costanti che regolano il passaggio dal testo al palco. Fischer-Lichte dimostra che ogni messinscena esercita una funzione specifica nella cultura d’arrivo e che solo questa trasformazione le permette di esprimere il suo potenziale all’interno della cultura cui è destinata. Per questo non ci si deve limitare ad analizzare solo la traduzione scritta, ma tutto il processo di traduzione di un dramma. Conseguentemente nella mia ricerca ripercorrerò uno spaccato del processo di traduzione e di trasformazione di Die Ermittlung di Peter Weiss all’interno della cultura italiana. importo previsto relativo alle missioni: €. 2000

Project participants

Massimo Salgaro
Assistant Professor

Activities

Research facilities