La modellizzazione della variazione linguistica in fonologia

Data inizio
15 luglio 2007
Durata (mesi) 
24
Dipartimenti
Lingue e Letterature Straniere
Responsabili (o referenti locali)
Alber Birgit

Il progetto si propone di esplorare alcuni aspetti specifici della modellizzazione della variazione linguistica in fonologia all' interno del quadro teorico della teoria dell' ottimalità.

Nel nostro progetto ci interessa esplorare alcuni aspetti della teoria che sono di rilevanza per la modellizzazione della variazione linguistica, e, in interazione con le altre unità di ricerca accertare se le conclusioni raggiunte nel campo fonologico possono essere estese anche ai campi empirici studiati dalle altre unità (sintassi e semantica).
Dal lato empirico ci concentreremo sulla struttura prosodica della parola e della sillaba. Ci occuperemo dei seguenti aspetti della struttura prosodica:

1. Struttura metrica e parametri sensibili al contesto
Negli ultimi anni vari linguisti si sono occupati del fenomeno di parametri "sensibili al contesto" (Alber 1997, Rosenthall & van der Hulst 1999, Pater 2000). Sembrerebbe p.es. che in tedesco come in finnico il parametro metrico di sensibilità alla quantità sillabica abbia valori diversi all' inizio e all' interno della parola. Alber (1997) tratta questo problema usando la teoria dell' ottimalità (Prince & Smolensky 1993) e propone che il parametro di sensibilità dell' accento al peso sillabico sia in realtà un principio violabile. Il principio può essere violato qualora dominato da un altro principio, più importante nella lingua in questione. Nel caso del finnico, è il principio che assegna l' accento primario alla prima sillaba a portare alla sospensione del principio che richiede che le sillabe pesanti siano accentate.
Se ci sono parametri fonologici che cambiano valore non solo fra lingua e lingua, ma, almeno in apparenza, anche secondo il contesto nella stessa lingua, si pone la questione di se esista una teoria della variazione linguistica specificamente fonologica. Ci sono dei casi anche in sintassi e semantica, dove parametri con valori alternanti sono meglio analizzabili come principi violabili? Inoltre, la sensibilità al contesto si manifesta solo per alcuni parametri o per tutti? Se solo un sottoinsieme dei parametri fonologici fosse sensibile al contesto, quale sarebbe il criterio secondo il quale i parametri vengono divisi in "violabili" e "non violabili" ?

2. Microvariazione nei dialetti tirolesi e struttura sillabica In generale, le possibili sequenze di segmenti all' interno di una sillaba sono regolate in tutte le lingue del mondo dal principio di sequenza della sonorità.Anche se quasi tutte le lingue rispettano questo principio, non tutte le lingue permettono tutte le sequenze di segmenti permesse dall' SSP. Per esempio, il tedesco standard permette una gamma più ristretta di sequenze consonantiche nell' attacco della sillaba rispetto ai dialetti tirolesi. In questi infatti è possibile avere un attacco sillabico composto da una plosiva seguita da una fricativa, come p.es. in [k-faalt] (participio passato di [faaln] - 'mancare'), una combinazione esclusa nel lessico base del tedesco standard anche se permessa dall' SSP (Alber & Lanthaler 2005). Oltre a questa differenza, le lingue sono parametrizzate anche per quanto riguarda le strategie usate per risolvere nessi sillabici malformati. Per esempio, quando due plosive si "incontrano" nell' attacco, come è il caso nella formazione del participio passato del verbo [pikxn], 'incollare' mediante l' aggiunta del prefisso [g-], possiamo osservare che i singoli dialetti tirolesi seguono strategie diverse per risolvere una possibile violazione del principio di sequenza della sonorità. Il dialetto della zona di Merano inserisce una vocale epentetica (schwa) fra prefisso e radice, formando [ge-pikxt]. Il dialetto della alta val Venosta invece opta per l' omissione completa del prefisso in questi casi, formando [pikxt]. Una strategia che finora non abbiamo incontrato è quella della tolleranza: in nessuno dei dialetti esaminati viene accettata una violazione del sonority sequencing principle formando strutture come [gpikxt] o [kpikxt]. Viene naturale chiedersi quali siano allora i principi inviolabili che determinano la struttura sillabica (l' SSP?) e quali invece variano da lingua a lingua. Quali sono poi gli altri principi che limitano le possibili sequenze di segmenti all' interno di una sillaba (perchè i dialetti tirolesi permettono la sequenza plosiva-fricativa nell' attacco, ma il tedesco standard no)? Inoltre ci chiediamo quali siano le strategie per la riparazione dei nessi malformati oltre a quelli di epentesi e morfologia nulla descritti sopra. E se una lingua opta per queste strategie di riparazione le adotterà anche per quanto riguarda altre strutture fonologiche oltre a quelle della sillaba? Infine, si possono trovare degli schemi sottostanti comuni a tutti i parametri di "riparazione"? Esistono dei processi di riparazione - e una variazione linguistica sistematica ad essi connessa - anche nella componente semantica e in quella sintattica del linguaggio?

Tipologia: PRIN (Bando 2006, Unità di ricerca di Verona) valutato positivamente ma non finanziato

Partecipanti al progetto

Birgit Alber
Professore associato
Stefan Rabanus
Professore associato
Alessandra Tomaselli
Professore ordinario

Attività

Strutture